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Affonda la Grande America, a bordo il primo ufficiale ischitano Vuoso e l’ufficiale procidano Onorato

Nave mercantile napoletana affonda al largo della Francia: in salvo l'equipaggio. A bordo il Primo Ufficiale ischitano, Vuoso. Ora è allarme ambientale

Ida Trofa | C’è anche un marittimo ischitano a bordo della Grande America! Il cargo battente bandiera italiana, andato a fuoco nella notte tra domenica e lunedì al largo del Finistère, l’estremità nord-ovest della Francia, si è definitivamente inabissato nel pomeriggio di ieri, a circa 180 miglia nautiche dalle coste bretoni. Una zona in cui le acque arrivano a 4.600 metri di profondità. Questo è quanto riferisce la prefettura marittima di Brest. A bordo della nave del gruppo napoletano anche il primo ufficiale ischitano Vuoso. Il giovane marittimo è da tempo un valente membro della società partenopea e soprattutto della nave ConRo.

Le possibilità di recupero sono apparse difficili sin dal primo momento e così la nave è colata a picco a 4.600 metri di profondità. Insieme con il primo ufficiale ischitano, a bordo del mercantile, c’è anche l’ufficiale di coperta procidano, Giuseppe Onorato. Entrambi in salvo.

La Grande America era adibita al trasporto di auto e container, lunga 214 metri e che stava navigando da Amburgo a Casablanca. 

Il mercantile italiano trasportava auto e altri veicoli nei garage e numerosi container sui ponti superiori. I ventisei membri dell’equipaggio, tra cui Vuoso, e un passeggero erano stati tratti in salvo nella notte tra domenica e lunedì, intorno alle 4 del mattino, dalla fregata britannica HMS Argyll.
Ad avvertire il centro operativo della situazione a bordo della nave gialla e bianca con la scritta Grimaldi Lines era stato il serra il MRCC (Maritime rescue coordination center) di Roma. Lunga 214 metri, l’imbarcazione proveniva da Amburgo, in Germania, ed era diretta a Casablanca, in Marocco. Aveva appena rifornito tonnellate di carburante.
Lo stesso Gruppo Grimaldi ne ha annuncia con rammarico la perdita nel Golfo di Biscaglia: “ Siamo però soddisfatti di confermare che non vi sono state perdite di vite umane né feriti tra i 26 membri dell’equipaggio e l’unico passeggero a bordo, tutti i quali avevano abbandonato la nave nelle prime ore dell’11 marzo ed erano stati prelevati dalla HMS Argyll, nave della marina militare britannica, e portati a Brest in Francia, dove si trovano sani e salvi”.
L’incendio era stato causato da merce stivata a bordo della nave, e l’intervento antincendio dell’equipaggio ha dovuto essere interrotto quando si è reso necessario abbandonare la nave al fine di evitare qualsiasi rischio per la sicurezza delle persone a bordo.

Le operazioni antincendio, coordinate dalle autorità francesi, sono iniziate lunedì pomeriggio con il rimorchiatore Abeille Bourbon. Nonostante i grandi sforzi, nella notte le autorità francesi hanno deciso di sospendere le operazioni antincendio, poiché la nave aveva iniziato a inclinarsi considerevolmente. All’aumentare dell’intensità dell’incendio, il Gruppo Grimaldi ha affidato le operazioni di salvataggio ad Ardent, una delle principali compagnie di salvataggio a livello internazionale. Sfortunatamente, per il peggioramento delle condizioni climatiche e l’inclinazione della nave sempre più significativa, la Grande America è affondata ieri alle 15:26. Il Gruppo Grimaldi si è immediatamente attivato, in pieno coordinamento con le autorità francesi, per prevenire qualsiasi potenziale danno all’ambiente marino derivante dall’affondamento della nave. Anche se il rischio ambientali è forte. Non può che tributarsi dratitudine ed apprezzamento alle autorità francesi per la dedizione e professionalità nella supervisione e nel coordinamento delle operazioni di salvataggio e soprattutto per la Royal Navy , in particolare, all’equipaggio della HMS Argyll,che ha soccorso e messo in sicurezza l’equipaggio, con il primo Ufficiale Vuoso e l’ufficiale di coperta Onorato.

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