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gli editoriali del direttore

Affidati ai tentativi sbagliati di Giosi e Domenico

Qual è il profilo ideale del candidato alla carica di sindaco affinchè Giosi Ferrandino e Domenico De Siano possano trovare l’intesa e raggiungere la vittoria al tanto agognato primo turno? Non lo sanno neanche loro e non va bene neanche uno di loro.
Entrambi i non presenti nella prossima amministrazione (De Siano è incompatibile e non credo che Giosi accetti di fare l’assessore esterno) e partecipi per interposta persona alla prossima campagna elettorale continuano a dispensare tozzabancone a destra e a manca.
E, impediti nel poterlo evitare, assistiamo al declassamento di Ischia al rango di Casamicciola e Lacco Ameno. Il comune di Ischia non è, per l’appunto ne quello di Casamicciola, né quello di Lacco Ameno e pensare di dover essere amministrati da un “fatto eleggere” e non da uno eletto è la peggiore condanna che il comune di Ischia potesse avere.
Il vero fallimento di Giosi Ferrandino e Domenico De Siano, infatti, non è tanto la discutibile amministrazione che hanno portato avanti o la scarsa incidenza che, entrambi, hanno rappresentato sui problemi seri del paesi. Il loro vero fallimento è il non aver saputo creare le condizioni per il dopo di loro.
Per Ischia, ragionandoci con calma è un bene. Almeno si spezza la catena, ma valutando le azioni politiche dei singoli, ovviamente, non può che essere una bocciatura.
L’esempio di Giovan Battista Castagna a Casamicciola e Giacomo Pascale, ma anche Vincenzo D’Ambrosio e Arnaldo Ferrandino con una coda lunga che arriva a Carmine Monti e Tuta Irace dovrebbe essere un campanello d’allarme per quanti, oggi, si impegnano e vogliono far parte della politica attiva ad Ischia.
Vi ho appena fatto nomi di sindaci che, come fortunate estrazioni da questo o da quell’altro bussolotto, sono stati tirati fuori sia da Giosi Ferrandino che da Domenico De Siano. Scelte che si sono rilevate sbagliate, che li hanno traditi il giorno dopo e che hanno fatto venire meno non solo tutto il lavoro profuso, ma anche tutte quelle che dovevano essere le prospettive.
Sindaci fatti eleggere dopo aver girovagato per il paese con il famigerato lanternino. Scelte senza solidità, scaturite dagli scarti iniziali.
L’appello che si può fare ai due che hanno in mano i fili della macchinetta è quella di smettere la ricerca. E’ un’offesa prima di tutto a loro stessi e poi anche a quanti rivolgono la domanda “Ti vuoi candidare sindaco”.
Oggi, Giosi e Domenico possono solo trovare un prodotto di terza o questa scelta e, si devono impegnare affinchè i loro sforzi gli garantiscano l’elezione. E se questo può andare bene a chi si rende conto di essere la terza o la quarta scelta non può andare bene all’elettorato.
E’ vero, ci troviamo dinanzi un elettorato che non è libero di esprimersi e, forse, non ha neanche voglia di farlo, ma c’è sempre un residuo di un uomini e di donne che ragionano e riescono, ancora, a fare due calcoli elementari.
Domenico De Siano è già riuscito nel suo primo traguardo. Il no dei “Bambeniello” è già terminato. E’ stato valido solo un paio di incontri. E’ bastata una bufala per far terminare i sogni di candidatura di Giuseppe Di Meglio e via che “Bambeniello” trova l’accordo con De Siano (e Abramo in questo caso è solo contorno).
Così, come lo stesso De Siano ha scardinato la maggioranza di Giosi Ferrandino facendo leva sul gruppo degli “Sciarappi”. Da quando non aveva nessuno che lo voleva e aveva trovato tutte le porte chiuse, oggi esistono le condizioni per una sua candidatura.
Un caularone bis, in tono minore, che non raggiunge ancora la salvezza matematica al primo turno. Perché? Perché Giosi non riesce a convincere un’altra volta tutta la sua maggioranza e attende che altri si accodino al tradimento – perché altro non è – alle spalle di Enzo Ferrandino. E, se questa considerazione è lampante e reale, perché non si candida direttamente Domenico De Siano?
Questa girandola stucchevole di nomi e di pantomime con tanto di attesa del sindaco moscovita a chi serve? Quale strategia sorregge? Non è dato sapere, quel che emerge è che i due “capi” non hanno nessun vero accordo, ma solo tanta convenienza.
Dovevano essere d’accordo con Giovan Battista Castagna e, già in campagna elettorale, ancora prima di essere eletti, Giosi Ferrandino fu tradito da Loredana Cimmino che si alleò con Ignazio Barbieri portando i suoi voti del PD ad un espressione di Forza Italia.
Quanti accordi sbagliati dobbiamo ancora pagare? Perché dovremmo affidare il nostro comune ad un fatto eleggere e non ad un candidato sindaco con una storia, un’idea, una proposta e una spinta per cambiare ciò che non va bene, per migliorare ciò che va bene e per introdurre ciò che manca?
Non basta la lezione casamicciolese per entrambi? Non basta la lezione lacchese per entrambi? Fino ad oggi, ogni volta che Domenico De Siano e Giosi Ferrandino hanno deciso di fare qualcosa insieme non erano coinvolti in prima persona hanno sempre fallito e fatto un buco nell’acqua. Famoso l’accordo non rispettato da Arnaldo Ferrandino sulla poltrona da vicesindaco promessa a Massimo. Così come è giusto ricordare la fine dell’amministrazione di Carmine Monti. Amministrazioni fallite prima di nascere perché fondate solo sulla capacità di veicolare in maniera forzata il voto.
Perché continuare ad insistere con l’errore? L’appello, di questo editoriale che è un po’ anche lettera aperta è semplice: non declassate Ischia al pari di Casamicciola e Lacco Ameno. Non affidare la guida di un comune importante come Ischia ad un “fatto eleggere” scelto tra le fila delle scartine.
E se Casamicciola ha concesso lo spazio a Giovan Battista Castagna alla stregua di Lacco Ameno con Giacomo Pascale, anche Ischia sarà costretta a subire la scelta che, poi, non saprà amministrare il territorio, avrà una giunta ancora meno capace e tradirà, come è già avvenuto e già detto, sia Giosi Ferrandino sia Domenico De Siano.
Posare il lanternino. Questa la prima azione che Giosi e Domenico dovrebbero compiere per evitare di sbagliare. I due vogliono stare insieme, come già avevano fatto ad Ischia, ma non riescono a trovare nessuno che possa essere adatto a ricoprire il ruolo di candidato sindaco. Una roulette imbarazzante che, almeno di un povero idiota, dovrebbe tenere tutti lontani dal dire si. A che giro siamo arrivati? Al 7°: Enzo Ferrandino, Gianluca Trani, Ida De Maio, Giuseppe Di Meglio, Carmine Barile, Gianni Buono e chi più ne ha più ne metta. Ora non può restare che la ruota di scorta bucata di una società politica che avanza a colpi di tentativi sbagliati. E sbagli la prima, sbagli la seconda, sbagli la terza ma Ischia, intesa come classe politica intera, soggiace ai volevi e ai desideri di Giosi Ferrandino e Domenico De Siano.
Ma Giosi e Domenico falliscono perché, putroppo, la loro scelta è costretta a restare piccola perché deve rispettare paletti che non sono adeguati alla esigenze del paese.
Immaginate che i due avevano ipotizzato di candidare Carmine Barile.
Stiamo parlando di un politico che, appena avuto il potere tra le mani (era sindaco facente funzioni) ha sfollato gli abitanti di Monte Vezzi all’improvviso senza organizzare nulla, ha bloccato la vendita del limoncello, a gettato un paese intero nel caos mentendo su una convocazione in Prefettura allorquando l’ente fu inserito nei comuni a rischio scioglimento.
Un politico che ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo che era chiamato a svolgere e che, nonostante tutto, si è dimesso il giorno dopo la scarcerazione di Giosi Ferrandino perché sfiduciato e attaccato dai suoi stessi compagni di squadra.
E questa era la loro scelta. Avevano scelto con attenzione e con consapevolezza.?
Smettete di scegliere. Ischia, davvero, non si merita di essere trattata al pari di Casamicciola e di Lacco Ameno. Un comune in dissesto, un altro in predissesto. Comuni con giunte di scarso profilo che produce politica scadente e corrotta. Il comune ha bisogno di altro. Nessun “fatto eleggere” ad Ischia
dir@ildispari.com

1 Comment

1 Comment

  1. Marko

    Mar 21, 2017 at 6:32

    Buongiorno Direttore,

    “Liberarsi di questi 2 personaggi”.

    Questo deve essere l’imperativo per i prossimo anni affinché Ischia risorge.

    Ps. Sperando sempre che la giustizia faccia il suo corso..

    Marko

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