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Addio, caro vecchio Mak Π 100…

Per chi non lo sapesse, il Mak Π 100 (meglio diffusamente conosciuto come Mak P) è una cerimonia scolastica organizzata in Italia al termine dell’ultimo anno di scuola superiore, cento giorni prima della fine delle lezioni.

Ho vissuto il mio primo Mak P da bambino, assistendo all’esibizione di alcuni giovani maturandi dell’epoca, nella più classica delle rappresentazioni legate a tale tipo di evento: una sorta di commediola in cui l’elemento dominante, al di là della trama, era la caricatura goliardica dei professori, i quali accettavano più o meno incondizionatamente la messa in evidenza di tutte le loro abitudini e dei loro comportamenti a scuola. La serata, dal tipico sapore del vero e proprio galà, proseguiva poi con il deejay di turno per ballare e, al termine, con un’attrazione musicale (quella sera fu il turno del complesso “Gli Alunni del Sole”). Per gli studenti era una splendida occasione per stare insieme alle loro famiglie, al Preside e al corpo docente, in una serata in cui sfoggiare un abito speciale, ufficializzare qualche fidanzamento agli occhi dei genitori e, perché no, dichiarare nuovi amori fino ad allora celati nel profondo del cuore. Ma, fondamentalmente, il divertimento allo stato puro era l’elemento fondante del Mak P, laddove i ragazzi vestivano i panni degli organizzatori, assumendosi –seppur con le famiglie alle loro spalle- l’onere di coprire le spese della serata attraverso la prevendita dei biglietti. E, credetemi, il successo era garantito! La location dell’evento era solitamente l’aula magna della stessa scuola, oppure il classico salone delle feste di un hotel ischitano: il tutto, condito dal sapore genuino dell’evento “fatto in casa” e basato esclusivamente sull’entusiasmo, la creatività e l’intraprendenza degli studenti.
Nel corso del tempo, il concetto di Mak P a Ischia è notevolmente cambiato; e come in tutte le cose, il troppo storpia. Siamo arrivati all’inizio del nuovo millennio in cui, nel corso di un inverno, abbiamo assistito anche a oltre venti Mak P, in cui veniva pressoché smarrito il vero senso della serata, diventata ormai tutt’altro che la classica rappresentazione scolastica di un tempo, ma per lo più l’occasione per guadagnare un po’ di soldi da reinvestire nella gita di fine anno. E c’è da dire che, altrettanto spesso, l’esito della serata rivelava che a guadagnarci erano soltanto i proprietari dei locali e i procacciatori di attrazioni dello show-biz, con le famiglie dei ragazzi costrette a metter mano alla tasca nonostante fossero stati sollecitati numerosi sponsor di piccola entità a supporto del singolo evento.
Tuttora, nelle scuole degli Stati Uniti, regna incontrastata la tradizione di homecoming e prom, rispettivamente i balli scolastici di inizio e fine anno scolastico, dove un biglietto costa anche sotto i cento dollari e la partecipazione è a dir poco massiccia. In Italia, e a Ischia in particolare, siamo invece giunti al punto che, già da qualche anno, il fenomeno Mak P sia letteralmente scomparso.
Incuriosito e per cercare di fornire una spiegazione, ho provato a sentire i più autorevoli addetti ai lavori dell’Isola, raccogliendo variegate opinioni sull’argomento. Vediamo cosa ne è venuto fuori!
Tonino Baiocco, l’everlasting per eccellenza che non ha bisogno di presentazioni, mi ha rivelato che, a suo giudizio, “è stata tradita in qualche modo l’ingenuità e la buona fede dei ragazzi, condizionandoli ad organizzare i Mak P ingaggiando attrazioni costose e generando in loro improbabili aspettative di incasso. In questo modo –ha concluso Tonino- si è perso il vero spirito del Mak P, facendo in modo di alterarne il naturale programma della serata e che anche la partecipazione dei genitori e degli insegnanti diventasse sempre più scarna”.
Di diverso avviso è Marcello Bondavalli, che col fratello Luciano rappresenta l’anima di Charly e Valentino (due facce della stessa medaglia by night): “Il nostro settore è in crisi irreversibile. Dalle oltre duecento serate l’anno, siamo scesi ormai intorno alle ottanta e questo la dice lunga sulla voglia di divertimento notturno dei ragazzi di oggi. Credo comunque che non possiamo farne loro una colpa, perché noi stessi abbiamo cavalcato l’onda dei Mak P in virtù della nostra convenienza nell’ospitarli; ma oggi andare a ballare non è più una rarità e neppure una priorità, tant’è che il pubblico adulto, a differenza dei teen agers, ha da tempo orientato altrove e su diverse modalità la sua voglia di uscire”.
Peppe Borsò, patron del Blanco, è parso alquanto nostalgico nel parlarmi di questo argomento: “Credo mio malgrado che per noi addetti ai lavori il periodo dei Mak P sia finito, un po’ per la crisi che sta attraversando la discoteca, surclassata da locali diversi che offrono musica food e drinks in un tutt’uno. Prima si lavorava al Mak P con l’inventiva e l’entusiasmo dei soli ragazzi, si procuravano sponsor, si disegnava il biglietto e poi si organizzavano le famose scenette, per poi passare ai video delle ultime edizioni. Oggi va detto che ormai il sabato notte la maggior parte degli avventori sono proprio giovanissimi che frequentano gli ultimi anni di scuola e che, a differenza del passato, non hanno più bisogno del Mak P per essere “battezzati” in discoteca, abbassando non poco l’età media dei nostri clienti. E non va dimenticato anche lo strapotere della tecnologia, che ha notevolmente mutato gli interessi dei ragazzi, dando a noi gestori un’ulteriore mazzata.”
Ultimo, ma solo cronologicamente, Gianmarco Balestrieri, da molti anni organizzatore di eventi a Ischia, in particolare per i più giovani. “Le spese per una festa scolastica sono enormi. Oggi, poi, i ragazzi non possono fare più affidamento sugli sponsor, come accadeva ai bei tempi, di conseguenza si arriva ad un rischio di impresa elevato che anche se diviso tra i componenti della classe viene in tutti i modi prevenuto dai genitori, che sarebbero la prima fonte per riparare un eventuale debito. La scomparsa dei Mak P, inoltre, risente dell’enorme crisi incombente da anni anche sui locali notturni di tutta Italia: ad Ischia, se esci il sabato con la ragazza e vai a mangiare una pizza, sei costretto ad eliminare una spesa alternativa; inoltre, se poi ci sono due discoteche tra cui scegliere e le cui offerte si sovrappongono, è inevitabile che l’una escluda l’altra. Siamo su un’isola dove, infatti, ne sono rimaste solo due e se una apre il sabato e l’altra la domenica, puntualmente una risente del calo a causa dell’altra.”
La mia opinione sarà brevissima, per poi magari riprendere il discorso in un prossimo 4WARD: fino a che punto questo disinteresse verso il divertimento –per così dire- tradizionale possa essere considerato frutto di una naturale evoluzione delle nuove generazioni, o sia invece uno dei fenomeni figli di quella degenerazione del sociale di cui ho avuto modo di scrivere a più riprese e da cui l’isola d’Ischia è interessata particolarmente da vicino? Ci rileggiamo presto, amici! E se volete, come sempre, scrivetemi la Vostra.

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1 Comment

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  • rievocare il mak p……che grande nostalgia… anni felici …diremo ma come tutte le cose finiscono….
    un bellissimo tasto ….peccato che sia finita…..