primopiano

-9 giorni alla vera emergenza. Non si combatte perchè i sindaci fanno i lecchini del governo

Sarebbe il caso di vestire i panni dei pastori sardi. Sarebbe il caso di indossare un qualche tipo di gilet. Basta che non sia biondo o rosa scemità.

Gaetano Di Meglio | Mancano 9 giorni alla fine dello stato dell’emergenza del terremoto del 2017 e, ancora una volta, siamo lasciati a noi stessi.
Giovan Battista Castagna e Giacomo Pascale pensano a genuflettersi, una volta da Borrelli e un’altra volta da Schilardi sperando di “apparare” il guaio somme urgenze e degli sfollati del cratere a nessuno importa.
Tra nove giorni, al netto delle scemenze che raccontano i vecchi messi a guida del nostro terremoto, non sappiamo che fine faranno i CAS, i fondi per gli alloggiati e tutta la macchina che si è messa in moto in questi diciotto mesi che ci separano dal nefasto 21 agosto 2017.
Trattati da cittadini di serie B, come per il decreto schifezza anche oggi, siamo assenti da ogni tipo di trattativa e dibattito. Il Centro Italia, come vi abbiamo raccontato ieri, ha sofferto per 18 mesi. Poi ha protestato e ha guadagnato sia la riapertura dei termini condono per le piccole infrazioni con il decreto Geova e dopo, con la legge di bilancio, un nuovo stato di emergenza e 360 milioni di euro di provvista finanziaria.
E noi? I nostri sindaci, vanno dietro a quanto millanta Schilardi da una parte e Crimi da un’altra. La pantomima dell’emergenza che continua perché scritta nel decreto Genova se la può credere solo chi non conosce la materia e chi, è in cerca, di lecchinaggi vari.
Dove sono i cittadini che protestano? Dove sono i politici che difendono il popolo? Dove i grillini che garantiscono le popolazioni colpite dal terremoto? Sereni, non ci sono. Stanno nascosti nelle saittelle pronti ad uscire fuori tra qualche settimana, quando dovranno estorcere il voto ai casamicciolesi.
Tra nove giorni finiscono i soldi. E nessuno dice nulla. Questo governo, grazie alla nostra complicità continua a prenderci in giro. Prima il decreto senza fondi, ora l’emergenza senza fondi.
Se anche volessimo credere che lo stato di emergenza sia prorogato come racconta il famoso decreto possiamo sapere qual è la disponibilità finanziaria a disposizione della popolazioni colpite dal terremoto di Ischia? Possiamo sapere quanti soldi sono stati appostati, da questo governo, per la nostra emergenza?
Perché, a nove giorni dalla “cessazione” dell’emergenza non si sa nulla. I nostri governanti, quelli dei 370 gradi, quelli che pensano che siamo fatti per il 90% di acqua, quelli che calcolano i pedaggi autostradali e il consumo di benzina sui treni possiamo mai pensare di aver risposte serie e puntuali alla nostra emergenza.
L’esempio di Genova, l’esempio del centro Italia avrebbero dovuto insegnarci che non possiamo delegare al governo la difesa dei nostri interessi. Siamo l’unica emergenza in Italia e, forse, nella storia ad aver protestato con l’opposizione e ad aver inneggiato al governo che ci ha presi per i fondelli.
Pascale grida contro Renzi. Si trasforma in troll e commenta, acido, i post del senatore di Scandicci ma non dice una parola contro Di Maio, Caso, Crimi e tutti gli altri.
Se proprio non vogliamo parlare di leggi e non vi volete capire che Schilardi, fino ad oggi, ci ha preso in giro e mentito con le dichiarazioni che si leggono in giro, volete almeno gridare “dateci i soldi”.
Il grande problema, però, è che siamo spettatori “paganti” in uno spettacolino politico di piccolo cabotaggio. Da una parte il Movimento 5Stelle dall’altra il PD di Vincenzo De Luca. In mezzo Giacomo Pascale e Giovan Battista Castagna, che portano avanti la colpa di essere espressione dirette di Domenico De Siano e di una Forza Italia che conta poco.
Ma se questa è la valutazione politica, qual è la valutazione sociale di questa emergenza? Sarebbe il caso di scendere in piazza e di far sentire la nostra voce. Sarebbe il caso di vestire i panni dei pastori sardi. Sarebbe il caso di indossare un qualche tipo di gilet. Basta che non sia biondo o rosa scemità.
Mancano nove giorni e poi si spegnerà la luce. Tra nove giorni, se fino ad oggi siamo stati un esempio per la nazione (e va dato merito a Grimaldi di aver saputo dirigere la “banda”), torneremo ad essere un terremoto di serie B. E che si chiaro, chi ci ha ridotto a terremoto di serie B ha un nome ben chiaro: è il governo di Giuseppe Conte e Luigi di Maio. Quel governo cinque stelle che si è fatto mettere le carte in mano da Bruno Molinaro e prendere in giro da Giacomo Pascale. L’articolo 25, ancora oggi, è l’esempio perfetto di quanto non sia vero quel adagio che dice: “A Montecitorio c’è chi ne capisce meno di te”.
L’isola d’Ischia ha bisogno di una reazione. E’ forse tardi, ma abbiamo bisogno di rivendicare la proroga dello stato di emergenza per almeno altri 6 mesi. Non possiamo essere lasciati a terra, all’improvviso. In un 21 febbraio di questi.

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1 Comment

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  • Non posso che essere d’accordo, questo articolo dice la sacrosanta verità!!
    A breve le luci saranno spente, rimarranno le sole “lucciole” locali che illumineranno a stento il percorso che conduce alle prossime elezioni, per quei poveri cittadini che rischiano di smarrirsi, dopodiché i giochi son finiti e inizierà una nuova tragedia!