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21 agosto e l’offesa storica

Il 21 agosto 2017 alle 20.47 la nostra storia è cambiata. E il 21 agosto, senza che nessuno avesse mai potuto pensarlo è diventato il nostro 25 dicembre. Il nostro 25 aprile. Il nostro 8 settembre. Il nostro 2 novembre. Il nostro santo terremoto. Il nostro 4 luglio. Il nostro 1 maggio. Il nostro 27 gennaio. Il nostro 8 marzo. Il nostro 14 luglio. Il nostro 11 settembre. Il nostro giorno da ricordare. La nostra giornata nazionale. Eppure riusciamo ad offendere anche la storia.

Editoriale di Gaetano Di Meglio | Il 21 agosto 2017 alle 20.47 la nostra storia è cambiata. E il 21 agosto, senza che nessuno avesse mai potuto pensarlo è diventato il nostro 25 dicembre. Il nostro 25 aprile. Il nostro 8 settembre. Il nostro 2 novembre. Il nostro santo terremoto. Il nostro 4 luglio. Il nostro 1 maggio. Il nostro 27 gennaio. Il nostro 8 marzo. Il nostro 14 luglio. Il nostro 11 settembre. Il nostro giorno da ricordare. La nostra giornata nazionale. Eppure riusciamo ad offendere anche la storia.
Non ricorderemo al mondo che un anno fa, in quel momento, in quel preciso momento, abbiamo subito il colpo al cuore. Siamo stati attaccati. Siamo stati colpiti e feriti. Non fermiamo il tempo. Non mettiamo la nostra firma in quel momento. Il 21 agosto alle 20.47 non faremo nulla, terremo i riflettori spenti per riaccenderli il 29 agosto. 8 giorni dopo. Otto giorni dopo. Come se l’America ricordasse l’attacco alle Torri Gemelle il 19 settembre. Come se l’America festeggiasse il giorno della ringraziamento una settimana circa dopo. Come se la Francia ricordasse la sua rivoluzione non più il 14 luglio, ma il 22. Offendiamo la storia per i capricci di un consigliere comunale e per seguire la follia di una classe dirigente incapace di rispettare la storia, i morti e il suo Paese. L’Italia non ricorderà che abbiamo avuto un terremoto, un anno fa, il 21 agosto ma, forse, lo farà il 29 perché Nunzia Piro non vuole. Ma ci rendiamo conto delle gravità delle cose che facciamo o no? Pensavo che alle 20.47 di questo nefasto 21 agosto avremmo spento, tutti insieme, per un minuto, tutte le luci. L’Isola mandava un messaggio al mondo intero, con tanti droni nel cielo che filmano lo spegnimento delle luci e la successiva riaccensione. Un messaggio da condividere con il mondo: siamo vivi, siamo qui! Pensavo che il comune di Casamicciola avesse organizzato l’accensione di un faro luminoso che alle 20.47 avesse irradiato il cielo di Casamicciola, il cielo di Ischia visibile da lontanissimo per dire al mondo che Ischia c’è. E se tutto questo lo avesse fatto, come testimonial, il presidente del consiglio in carica, il 21 agosto, alle 20.47 avrebbe avuto il suo significato. Mondiale. Ma, invece, gli abbiamo detto vieni tra 8 giorni. Ricordati dei nostri problemi 8 giorni dopo. Ma perché, Nunzia Piro e Giovan Battista Castagna festeggiano i loro giorni importanti con 8 giorni di ritardo? I loro compleanni e i loro anniversari li posticipano? Io resto basito solo al pensiero che siamo un’isola così. Il 6 aprile del 2010, un anno dopo il terremoto dell’Aquila, ad un anno esatto, si ritrovarono in 25mila a ricordare i loro 308 morti. Suonarono le campane. Il mondo si ricordò di quel devastante evento. Noi lo faremo 8 giorni dopo. Il Corriere della Sera fece una diretta web per tutta la notte. All’evento parteciparono il premier Berlusconi, il Presidente della Repubblica, il presidente del Senato. Di tutto questo, noi, invece, non prepariamo niente.
E tra poco inizia il Fuoco. Tra qualche giorno, immancabile, inizieranno nuovamente i servizi TV e le telecamere torneranno ad Ischia. Tutti vorranno raccontare Ischia un anno dopo il terremoto. Piaccia o meno a Nunzia Piro lo faranno il 21 agosto. E troveranno cancelli abusivi in zona rossa, le costruzioni nuove di “frauca” fatte fare ai parenti dell’ex assessore, le macerie ancora a Via Serrato. E tutto il resto fermo. E torneranno a dirci, a ragione, che siamo abusivi. E lo testimonieranno con i lavori fatti freschi freschi in zona rossa! E noi, tra qualche giorno, ci parleremo ancora addosso e ci diremo le stesse cose. E’ presto per analizzare il primo anno dopo il 21 agosto. Troppo presto. Per ora ci limitiamo ad offendere la storia. Dicendo al premier Conte non venire il 21, ma vieni il 29. Assurdo!

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8 Comments

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  • Ma la motivazione della “proroga” al 29 agosto è stata già spiegata? Credo di essermela persa…

  • 20.57… del resto sottoscrivo ogni parola. Ma Ischia era, è e sarà sempre un pianeta strano e complicato.

  • Direttò,però vi ci mettete pure voi……erano le 20,57 e non le 20,47!!!
    Fatemi la cortesia registrate il vostro orologio…..
    grazie

  • Purtroppo il terremoto lo ha “subito” solo chi è morto e chi non ha più la casa o la propria attività. X il resto degli isolani il terremoto è come non fosse mai venuto.

  • a noi del presidente del consiglio e di Nunzia piro non ce ne forte un emerito caz…. !!! a casa mia il w1 agosto alle ore 20.57 si spegneranno le luci e si osserverà un minuti di silenzio per le vittime.dirette ed indirette del terremoto e per tutti coloro che ancora patiscono le conseguenze di questo evento. Da italiano e da ischitana il mio rispetto per i miei fratelli è questo

  • Certo il 21 agosto all’ora giusta spegniamo le luci ma io chiedo anche a tutti quelli che amano Ischia di spegnere le luci ovunque sono.
    Noi come Ambito 15 Scuole ,anche oggi siamo stati a dettagliare al Miur e alla Direzione regionale le cose e le persone che ci occorrono per i nostri alunni e i nostri docenti.
    Sento di dire grazie a tutti colleghi docenti ATA , alunni genitori é stato un anno duro ……grazie Voi ci siete stati …..