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2017: Apocalittico anche ad Ischia?

Ed eccolo qui: il 2017 c’è caduto in testa!
Di certo non come un fulmine a ciel sereno, quand’anche le giornate di sole inframmezzate da qualche ora di gelo, non sono affatto mancate alla vigilia di un nuovo anno che si vorrebbe adesso già avviare spazzando via ogni spiacevole ricordo del 2016. Da più fronti si assicura che il 2017 sarà l’anno dell’eclissi totale di sole (con precisione è prevista per il 21 agosto) ed i presagi non mancano nel richiamare ad una Apocalisse, quella contenuta tutta nel Libro delle rivelazioni, che addirittura allarma circa la fine del mondo entro il 31 dicembre di questo stesso anno o comunque non oltre il 2024. Premonizioni bibliche e previsioni apocalittiche sono lo sport di sempre. La storia, d’altro canto, è piena di profezie, e fra guerre ed eventi cosmici vari, fatti i dovuti scongiuri, qualcosa tuttavia s’avvera, specie se ci si concentra ad interpretare in senso lato queste stesse profezie che richiamano quasi sempre a cambiamenti, a stravolgimenti che la storia non ha poi mai mancato di raccontare come azzeramenti di un passato per la riattivazione di processi verso il nuovo, processi che ci hanno portato nel bene o nel male sino ad oggi.
Ed allora, perché non potrebbe davvero essere anche il 2017 una quelle date di cui la storia di domani racconterà come momento epocale? Apocalittico anche per Ischia nel senso dell’azzeramento e contemporanea rinascita specie sotto il profilo politico-amministrativo, socio-economico, turistico-culturale? Mi piacerebbe che fosse così! Mi piacerebbe che se non si compisse tutto quest’anno, almeno si avviasse per concludersi entro il 2024, come recita il libro delle rivelazioni! Ed i perché sono davvero tanti seppur accomunati da un’unica locuzione verbale: Non se ne può più!
Attenzione, che non si faccia di tutt’erba un fascio. Tutt’altro! Penso ad esempio a questo fantasmagorico Natale regalatoci dall’amministrazione comunale di Ischia. Non si tratta solo della possanza indiscussa dell’Abetone luccicante in Piazza degli Eroi, né del Bosco Incantato che ancora richiama con i suoi scintillii “bambini” di ogni età, ma del coraggio di osare, di tentare di spettacolarizzare un periodo dell’anno che turisticamente ancora non riesce a competere con altre location simili alle nostre, ma di cui ne va elogiato almeno il tentativo. D’altro canto, come qualcuno ha detto, “è stato regalato un bel Natale agli elettori ischitani”, sperando che almeno, a maggio, si sentano ancora abbagliati dalle mille luci. Evviva Dio! Finalmente si fa qualcosa per i cittadini ischitani! E, visto che ci siamo, in clima di fritturine, possiamo certamente vantarci che noi le abbiamo avute “stellate”. Cosa potevamo chiedere di più? Di certo non l’Amaro. Questo probabilmente l’abbiamo dosato a misurino, ingurgitandolo a lungo nella speranza di riuscire a digerire giorno per giorno un 2016 non di certo migliore degli anni che lo hanno preceduto, ma che peggiore non poteva proprio essere.
Va bene il Natale, ripeto, ed a parte le battute, ci è piaciuto davvero! Ma da oggi, da cosa ripartiamo?
L’Abetone verrà smontato, i luccichii piano piano si spegneranno e dunque, cosa illuminerà la nostra quotidianità?
Se d’Apocalisse vogliam proprio parlare, allora è il caso di augurarsi un oscuramento di tutti i problemi irrisolti di Ischia, una tabula rasa che faccia incetta di “chiacchiere e distintivi”e si prepari a svoltare definitivamente attraverso veri illuminati e non meri “mast e fest”.
Abbiamo visto volteggiare sulle nostre teste “palle multicolori” che ci hanno abbagliato tutti, ma non credo che possano davvero essere riuscite a sgonfiare quelle che ogni giorno, negli ultimi tempi hanno motivato il distacco tra la nostra comunità ed i nostri rappresentati politico-amministrativi ai vari livelli.
La questione Ischia è solo apparentemente già pronta ad essere affrontata visto tra qualche mese scenderà il buio: 24 ore per scoprire il nuovo Sole che dovrà illuminare le nostre giornate. Sarà come quello di oggi, fioco, o sarà rinvigorito da raggi più forti?
Se ci limitassimo ad attendere l’Apocalisse di maggio non faremmo assolutamente cosa buona. Il 2017 resterebbe un anno uguale agli altri, mentre così non dobbiamo permetterci che vada.
4 mesi per riflettere, quattro mesi per distruggere profezie e raggiri elettorali che si rinnovano ogni volta e non intendono mai retrocedere nell’inganno.
Qualcuno vorrebbe illuderci che attorno allo scacchiere ci sarebbero nuovi giocatori, che le pedine sono nuove anch’esse e che i Re e le Regine non ancora scoperti. Mai come oggi, e siamo al 3 di gennaio, si può invece asserire che tutti i giocatori di sempre sono al loro posto e che di pedine nuove nemmeno l’ombra, tanto che i Re e le Regine hanno già scoperto le loro “teste di legno”.
Tabula rasa: che sia questa la profezia 2017 sullo scacchiere politico locale.
Apocalittico: che significhi questo il 2017 per quel residuo bellico che ci ritroviamo in maggioranza quanto in minoranza e che ancora vuole a tutti i costi guidare una battaglia verso il rinnovamento politico amministrativo del nostro comune capofila con armi che non ha mai posseduto, e, figuriamoci oggi!
Lungimiranza, carisma, cognizioni e spirito di servizio oltre il senso civico: sono queste le armi necessarie per guidare Ischia fuori dal guado in cui si trova impantanata.
Sarà perché l’anno nuovo si è appena avviato, sarà perché l’ottimismo è davvero il sale della vita, ma sono fiduciosa in questo 2017 definito Apocalittico dai teorici. Come per ogni scongiuro che ben si rispetti, tocchiamo ferro per tutto ciò che potrebbe rivelarsi funesto per noi, ma strizziamo l’occhio se possa rivelarsi tale rispetto ad un sistema che si merita un’Eclisse senza fine.

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