2 ischitani nell’inferno della Sorrento

Nino Mattera e Giovanni Trofa a bordo della nave incendiatasi a largo di Valencia

Il fantasma della Norman Atlantic è riapparso martedì alle 14.00 nelle acque delle isole Baleari, in  Spagna, dove la motonave italiana “Sorrento” è stata attaccata dalle fiamme mentre trasportava 157 passeggeri e 45 membri dell’equipaggio da Palma de Maiorca a Valencia. Tanta paura,  contenuti i danni per i passeggeri, tutti messi in salvo. Alla  fine il bilancio è di tre intossicati da fumo, tutti membri  dell’equipaggio. Nulla a che vedere con la tragedia che il 28 dicembre dello  scorso anno causò 11 morti e 18 dispersi nel canale d’Otranto  per l’incendio divampato sul traghetto in viaggio da Igoumenitsa  ad Ancona. La Norman appunto. Questa volta i soccorsi tempestivi, attivati con il favore delle luci del giorno, hanno evitato conseguenze ben più  gravi. Nell’inferno di fuoco e fiamme anche due ischitani, il comandante Nino Mattera 64 anni ed il primo Ufficiale, Giovanni Trofa 50enne, entrambi di Serrara Fontana, a bordo con altri 12 membri italiani dell’equipaggio della nave e la restante parte in maggioranza di origine spagnola. Tutti tratti in salvo. La motonave Sorrento, 26 mila tonnellate di stazza, batte bandiera italiana essendo di proprietà della  società napoletana Grimaldi che tre mesi fa l’ha ceduta in noleggio alla compagnia spagnola Acciona Transmediterranea che  garantisce i collegamenti tra le isole Baleari di Palma di Maiorca, Minorca e Ibiza con Valencia.  Il traghetto era partito dalle Baleari alle 11.50  ma circa due ore dopo, poco prima delle 14, ha lanciato l’allarme per un incendio ai motori che ha attaccato il “ponte 4” del traghetto prima di estendersi rapidamente a tutta l’imbarcazione sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile anche a varie miglia di distanza. Subito sono partiti i soccorsi coordinati dalla Capitaneria delle Baleari e dalla  Guardia Costiera Spagnola. Tre le navi in zona cui è stato chiesto di convergere sul posto: il cargo “Puglià partito da  Ibiza, la motovedetta del salvataggio marittimo Salvamar Acrux e  il Visemar One”. Al momento dell’allarme la nave si trovava a 15 miglia a  sud-ovest dell’isola di Dragonera e a 17 miglia da quella di  Maiorca. Dal Centro di coordinamento di Palma di Maiorca è stata  mobilitata la nave salvataggio Marta Mata, la nave Sar Mesana, le motovedette Guardamar Caliope e Salvamar Acruz, con  l’elicottero Helimar 213, e due imbarcazioni e un elicottero  della Guardia Civile. In un primo momento il capitano del Sorrentò, il nostro Nino Mattera, non ha ritenuto necessario evacuare la nave. Ma di fronte alla rapida diffusione delle fiamme che l’equipaggio non  ha potuto mettere sotto controllo, ha deciso di evacuare  l’imbarcazione. Passeggeri ed equipaggio, con indosso i  giubbotti salvavita, sono stati fatti scendere nelle scialuppe a tribordo, sulla fiancata destra della nave, e trasbordati sul  Puglià (della Tirrenia ma noleggiata alla compagnia Balearia)  per essere trasferiti al porto di Maiorca. Tutto è avvenuto senza che si registrassero  situazioni di particolare panico. I tre membri dell’equipaggio rimasti intossicati, e che non  erano riusciti a lasciare la nave, sono stati salvati  dall’elicottero e trasferiti all’ospedale di Son Espases, a Maiorca. L’equipaggio è stato l’ultimo a lasciare la nave che è alla deriva a circa 20 miglia da Maiorca e a rischio affondamento. Il Comandante Mattera segue le operazioni nelle fasi successive alla perdita del traghetto da una nave appoggio nel porto di Barcellona.

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