Società

In piazza Majo la processione con i rami d’ulivo. Don Gino: “Bisogna avere fede “


Ida Trofa | Piazza Majo, La Rita, sono i paesi che resistono. Bambini che giocano tra le macerie, sullo scivolo alle spalle del presidio, i militari fanno la ronda e un prete sfila in processione tra le case puntellate di ferro e legno, i tiranti ingabbiano vite che non popolano più questi luoghi, ma quella gente che un tempo vi abitava scende in strada, si aggrappa a quel che resta, celebra la messa tra crolli e fabbricati bucati. Non siamo in guerra, ma quello che succede in questi luoghi colpiti dal terremoto, dimenticati da tutti è frutto del‘ aorte, delle resilienza, dell’ostinazione a volte senza senso, dalla tenacia di chi non vuole che questi luoghi scompaiano un’altra volta .

“Nei momenti bui bisogna avere coraggio e fede. Non c’è un motivo per il terremoto“. E’ il monito di Don Gino Ballirano, nell’omelia durante la celebrazione in piazza Majo della messa della Passione di Cristo, nella “domenica delle palme” che precede la Pasqua. La solenne liturgia è iniziata con la benedizione dei ramoscelli d’ulivo, nei pressi di Via Santa Barbara al confine della zona rossa del terremoto di Casamicciola. Poi al termine della processione, il Parroco  è alle spalle della baracca del preside dei terremotati per celebrare la messa che ricorda l’ingresso trionfale di Gesù tra la folla osannante a Gerusalemme e che introduce i riti della Settimana Santa e il ‘triduo pasquale: giovedì il Crisma e la lavanda dei piedi, venerdì la Via Crucis nella zona bassa del paese, sabato la Veglia che preparano alla domenica per la messa di Pasqua della Resurrezione e gli immancabili preparativo per la Madonna di Notte, l’Addolorata tanto cara alla contrada del purgatorio distrutta dal sisma del 21 agosto 2017.

“Gesù – dice don Gino – ci mostra come affrontare i momenti difficili, nei momenti di oscurità e grande tribolazione“. Nella Giornata mondiale della gioventù, il parrocco di Santa Maria Maddalena torna sui luoghi d’origine della Basilica distrutta, sulle fondamenta di un credo tanto sentito nella cittadina termale il sacerdote ha rivolto un appello ai ragazzi affinché confidino nel signore.

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